Uno straordinario viaggio attraverso i millenni
La Storia di Villasimius affonda le sue radici in tempi remoti, come testimoniano i resti risalenti al IV-III millennio a.C. rinvenuti sul luogo.
È una storia affascinante, caratterizzato da una posizione strategica ideale per controllare i fiorenti scambi commerciali nel Mediterraneo, che attirò nei secoli Fenici, Cartaginesi, Romani, Spagnoli e Pirati.
Dai Fenici ai Romani
Le navi fenicie giungono nel sud della Sardegna nel corso del VII secolo a.C. soprattutto per controllare i traffici di metalli preziosi e ben presto si stabiliscono in insediamenti stabili vicini a Villasimius, come quello di Nora, la prima città fenicia dell’isola.
Villasimius diventa un punto di passaggio obbligato per le città fenicie e viene a costituire un rilevante punto di riparo per i navigatori contro i forti venti del Mediterraneo, come il maestrale.
È intorno al VI sec.a.C. che i Cartaginesi conquistano l’isola e Villasimius subisce un attacco intorno al 540 a.C
Dopo quella data sarà l’Impero Romano ad allungare le sue mire su tutta la Sardegna e quello che era solo un agglomerato di case sparse diventa un vero e proprio centro cittadino, dotato persino di impianti termali. L’insediamento è noto con il nome di Carbonara, perché la sua popolazione si dedica soprattutto alla produzione di carbone di legno.
Dal Medioevo a oggi
Nel periodo medievale sotto il dominio spagnolo, Carbonara conosce un momento difficile e di forte instabilità. A causa delle continue scorribande e incursioni di Arabi e Barbareschi provenienti dal nord Africa, il re di Spagna Filippo II fa costruire torri difensive sui promontori e sulle isole, ma a nulla servono contro i frequenti attacchi dei Pirati.
A causa di queste continue incursioni, gli abitanti migrano verso l’interno, lasciando il villaggio disabitato fino al 1800.
Nel 1820 il marchese di Quirra, ultimo feudatario di queste terre, dà incarico al cavaliere Antonio Incani di eseguire dei sopralluoghi e dei rilievi della zona.
Nel corso delle sue perlustrazioni, Incani resta incantato dalla straordinaria bellezza del paesaggio e richiede le terre in concessione, investendo importanti somme nella ricostruzione del villaggio, che si ripopola velocemente e nel 1862 viene ribattezzato col nome di Villasimius, per motivi ancora oggi sconosciuti.
Per anni Villasimius resta un paradiso quasi isolato dal resto del mondo: ci sono infatti pochissimi collegamenti con la capitale e l’unica strada percorribile viene terminata solo negli anni 40-50. Le principali attività dei suoi abitanti restano la coltivazione dei mandorli della vite e del grano ma si diffonde anche l’estrazione del granito.
La pesca non diventerà mai una fonte di guadagno per questa località di mare, anche se già a partire dagli anni ’60 gli appassionati trovano in Villasimius una meta privilegiata per la pesca sportiva e ben presto esplode il turismo, a testimonianza dell’incomparabile bellezza e fascino di Villasimius, che resta oggi una delle oasi naturali e marine più incantevoli della Sardegna e dell’Italia intera.
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